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- Il problema
La propensione italiana per l'imprenditorialità è sempre stata piuttosto consistente
e continua ad affermarsi con cifre significative. Negli ultimi anni le Camere
di Commercio italiane indicano oltre 300.000 iscrizioni annue di nuove imprese.
Nel contempo però circa 200-220.000 sono le cessazioni con un saldo attivo oscillante
tra 100.000 e 80.000 unità. Recentemente risultano in flessione le iscrizioni
e in aumento le cessazioni, sia pure in termini molto limitati. Fenomeno questo
che si mantiene costante negli anni passati: le cessazioni tendono cioè ad avvicinarsi
nel tempo alle nuove registrazioni.
Dagli studi "camerali" risulta che le imprese italiane, che ammontano a poco
meno di 5 milioni, vivono in media quasi 13 anni. Emerge inoltre che una impresa
su 4 chiude entro 3 anni di vita e più di 4 su 10 gettano la spugna nei primi
5 anni.
Peraltro, cessazione non significa necessariamente "morte" dell'impresa. In
molti casi è solo sinonimo di trasformazione dell'attività in una forma più
complessa. Ciò riguarda soprattutto le società di capitale, mentre per le società
individuali, che rappresentano la maggioranza delle nuove iscrizioni (in gran
parte in fase di "start up"), si registra una mortalità più elevata della media
nei primi 5 anni.
Da quanto precede è stato isolato il tema specifico dell'elevato numero di singoli
individui che formano mini-imprese con elevato rischio di fallimento.
L'imprenditore individuale è normalmente un soggetto preparato tecnicamente
nel "prodotto" ma carente di esperienza nell' ambito prettamente imprenditoriale,
cioè marketing, gestione, aspetti finanziari. L'esiguità dell'impresa, in particolare
se in fase di "start up", la generale modesta disponibilità finanziaria, la
genericità della richiesta, tutto ciò rende problematico il ricorso alla consulenza
specializzata, almeno in una prima fase.
2 - L'intervento
A fronte di questi presupposti, l'analisi affrontata all'interno
dell'organizzazione del Distretto 2040 del Rotary International ha portato a
identificare la presenza "naturale" di risorse intellettuali da dedicare a tale
problematica e alcuni club pilota hanno dato vita al primo necessario monitoraggio
del problema: nasce così il progetto che prende nome da Virgilio nella sua veste
di accompagnatore e maestro, riferimento per affrontare e superare le difficoltà
di un percorso di crescita comuni alla stragrande maggioranza.
3 - L'operatività del Programma Virgilio
Destinatarie di tale Programma sono imprese già avviate
o in fase di start-up, appartenenti a qualsiasi settore di produzione di beni
e di servizi, con un numero di addetti non superiore a 10 e con una anzianità
di non oltre tre anni .
Il Programma associa a ciascun imprenditore che ne faccia richiesta un tutore,
socio rotariano, il quale mette a disposizione la propria esperienza manageriale
o imprenditoriale, qualificata ma non specifica, per consentire all'impresa
un avviamento e uno sviluppo più sicuro ed agevole.
Il tutore non si sostituisce all'imprenditore, non prende decisioni in sua vece,
non assume responsabilità legali o cariche sociali. Non opera come consulente
professionale. Per contro offre al proprio tutorato una assistenza generale
destinata a evitare errori che lo stesso tutore ha fatto o evitato nella sua
vita di lavoro. L'assistenza offerta ha una funzione maieutica verso l'assistito.
Attraverso le assistenze finora effettuate il Virgilio ha assunto un suo preciso
inquadramento in una sequenza logica di fasi che il nuovo imprenditore deve
svolgere per la realizzazione della sua idea imprenditoriale, fasi che possono
essere schematizzate in: orientamento, formazione, perfezionamento e avviamento
dell'idea imprenditoriale, sviluppo, valutazione delle dinamiche finanziarie.
L'assistenza offerta dal Virgilio riguarda le ultime tre fasi citate, facilitando
l'approccio imprenditoriale, in modo complementare agli enti di formazione,
e preparando l'assistito ai contatti con possibili fonti di finanziamento.
I soci rotariani che hanno offerto la loro disponibilità in questi primi dieci
anni di vita sono oramai superiori al centinaio, appartenenti a quasi 40 club;
gli operativi hanno raggiunto un totale di 92, appartenenti a 34 Club.